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Il Cappellaio Matto esiste, ed è tra noi

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3 gen 2013

Fadà: il cappellaio matto è tra noi

Sono inciampata in Fadà, al secolo William Fusco, per via di un reblog su tumblr, in un pomeriggio di noia assoluta: per caso.
Si sa, gli incontri più interessanti sono quelli fortuiti:  mi sono ritrovata, così, all'improvviso, a seguire da vicino questo giovane artista dotato di un talento cantautoriale prezioso, fatto di ironia, critica, ma anche poesia; pennellate di sogni, "polvere di musica", come intitola egli stesso il suo primo lavoro (in ascolto dalla sua pagina ufficiale).
Visionario (come molti lo definiscono) o meno, Fadà (che in francese significa "matto", laddove si intende la follia come generatrice di arte) è un destrutturalista: del ritmo, del linguaggio, e anche del politically correct, senza offendere nessuno: "La donna cervello", di certo la hit più significativa dell'album, è un ritratto divertente e sarcastico su certi stereotipi femminili contrastanti, iperbolizzati dalla sua verve pungente e allegra: con quella faccia, con quella musica, Fusco può permettersi di dire quel che gli pare risultando perfettamente credibile e senza sembrare né artefatto né di parte, e a mio parere qui sta tutta a sua forza. Farsi ascoltare non è semplice per un emergente, ma è certo che a lui riesce con una spontaneità che non si vedeva dai tempi in cui Caparezza se ne uscì con il suo primo singolo.
A Fadà va il merito di un lavoro curato nel messaggio d'insieme, trasmesso nell'interezza dell'unione inscindibile testo-musica, che è un biglietto da visita genuino dell'autore e della sua interiorità.

Un album che rende finalmente alla musica italiana emergente un po' di merito, in mezzo a tanta fuffa pop che parla un sacco di tutto senza dire niente.
Voto: 8 pieno. E attendo il suo esordio esplosivo tra i grandi.


15 dic 2010

Colazione con gli Zombi

Basta bon ton, parliamo di musica da pogo: un'idea per un Natale un po' diverso potrebbe essere cercare questo gruppo esordiente di Milano (foto a lato), i "Dead and Breakfast", e ascoltare il loro disco, il primo, dal titolo inequivocabile "The Zombie Show", che si apre proprio con le istruzioni per sopravvivere ai morti viventi; sonorità punk piuttosto pure (suggerimento ragazzi: occhio che il genere porta all'autocitazione, il prodotto andrebbe un po' più diversificato) con interessanti contaminazioni che provengono senza dubbio da bands come i Murderdolls di Wednesday 13 e dal batcave. Mentre lo ascoltavo mi è venuta voglia di buttarmi contro l'armadio. Non male per una che è a letto con la bronchite. Bravi, ma la vostra crescita è appena cominciata e la parola d'ordine dovrà essere "go ahead!". D'altra parte questo genere da horror movie, in Italia, non è ancora stato battuto a sufficienza: mettetevi al lavoro, potrebbe valere la pena di lavorarci sodo.

Intanto, eccovi il loro myspace: http://www.myspace.com/breakfastisdead

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