AnOther MAGAZINE

Quello che ti piace, con l'aspetto che ti piace

TASTE OF RUNWAY

Moda e cucina, un piatto unico

TALENT T-SHIRTS - THE ART CHANCE CONTEST

un concorso che premia i talenti artistici e grafici del Sud del Mondo che non possono accedere alla rete

FADA'

Il Cappellaio Matto esiste, ed è tra noi

CLAUDIA TOLONI

La fotografia delicata dei nostri ricordi

VALENTINA SCOCCA

L'occhio interiore di un'artista

Visualizzazione post con etichetta novità. Mostra tutti i post
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31 mar 2013

Not just AnOther Magazine


"Tutti i magazine digitali sono uguali"; mi pare proprio il caso di citare Orwell e aggiungere che "alcuni sono più uguali di altri", ma se ne salva sempre qualcuno che fa la differenza.

Mi sono imbattuta in AnOther Magazine e sono rimasta a bocca aperta: contenuti interessanti che spaziano dalla moda femminile e maschile, a interviste, esclusive, arte e cultura e un reader che raccoglie tutti gli articoli di blog esterni che la redazione ha selezionato per i propri lettori; un mag completo e visivamente "STUNNING", intraducibilmente bello, originale e anche attento non soltanto ai propti contenuti, ma virtuoso, aperto a ciò che sente affine.

Visivamente è super moderno: tutto ruota intorno alle foto, e a come vengono assemblate: una slide in cima, links visualizzati come thumbnails e, scorrendo la pagina verso il basso, preview di articoli corredati di foto.

C'è tutto: un frullatone tra la struttura di pinterest, quella di un magazine, e quella di un blog.
Serio, interessante e look pulito.

È in inglese: mi sembra un ottimo punto di partenza per sfatare 'sto mito fastidioso che gli italiani non si applicano con le lingue straniere. Check it out.

2 mar 2013

La Cucina in Passerella

Anna Marconi.
Segnatevelo questo nome.
È diventata da qualche settimana il mio nuovo Mito della Rete.

Cosmopolitan Moschino
Chi è Anna?
Una donna alla ricerca di qualcosa che traducesse le proprie passioni in un hobby, forse.
Oppure un genio che ha interpretato le tendenze della rete e le ha concretizzate fondendole in un'unica opera.
Qualunque cosa abbia spinto Anna, e lei stessa racconta che si è trattato di un'intuizione, poi lentamente sviluppata in un progetto, be', è proprio una bella idea.


Taste of Runway è un blog semplice e pulito, dal design sobrio ed elegante, scritto con personalità e soprattutto vissuto con passione. Anna Marconi, l'autrice, sembra davvero essere un'ottima cuoca, anzitutto
perché gli ingredienti che compongono il progetto - cucina, moda e fotografia - sono davvero mixati alla
Cheesecake Marni alle fragole
perfezione; poi, perché a giudicare dalle foto dei piatti da lei cucinati, dev'essere niente male dietro ai fornelli.
La linea editoriale è sostenuta dall'idea - vincente - di presentare una piatto al quale viene abbinato un capo d'alta moda che ne è ispirazione. Ecco quindi nascere un "Uovo in camicia Stella McCartney", una "Cheesecake alle fragole Marni", un "Cosmopolitan Moschino": colori in connubio, sì, ma soprattutto gusti, sia in fatto di moda, sia in cucina. Un'idea sorprendente, nuova, attuale, originale. Perché accontentarsi di sbirciare un po' i fashion blog e leggere annoiati le foodblogger? Basta Taste of Runway ad appagare la sete di novità. E diciamolo, anche la fame, cosa affatto trascurabile, almeno per quanto mi riguarda.


Uovo in Camicia Stella McCartney

11 gen 2013

Talent T-Shirts: una chance per il sud del mondo

Attualmente nel mondo ci sono paesi che non hanno accesso ai mezzi di comunicazione di cui noi europei disponiamo (come con il cibo, ahimé: sprecandoli, usandoli a sproposito e dicendo un sacco di fuffa, spesso né divertente né utile), ma che possiedono un patrimonio - in termini di talento - senza avere la possibilità di poterlo mettere a servizio di chi lo potrebbe apprezzare, sia dal punto di vista artistico, sia da quello pratico concernente il business.

Tre grandi realtà italiane, PBCOM, BOTTEGA SOLIDALE e DESIGNERS SENZA FRONTIERE hanno deciso di dare un'occasione a chi altrimenti non ne avrebbe alcun modo, attraverso il Contest Talent T-Shirts, dedicato ai giovani di talento artistico del sud del mondo.

Riporto integralmente il comunicato ufficiale, che riassume i termini, gli scopi e la struttura del contest, e vi invito a farlo circolare indirizzandolo a chiunque potrebbe avere contatti con potenziali partecipanti: l'iniziativa dà realmente possibilità a chi è dimenticato agli occhi del mondo di creare qualcosa per sé e per la sua comunità, emancipandosi dalla condizione disagiata in cui - purtroppo - vive, e fornisce un premio in denaro sia alla comunità che segnala il "suo" talento, sia all'autore del disegno inviato.

Personalmente, garantisco sulla serietà del concorso e confermo la grande partecipazione, da ogni parte del mondo. Per vedere alcuni dei disegni pervenuti ai promoters vi reinvio alla pagina facebook dedicata al contest.

Condivisione virtuosa, grazie! :)



CONTINUA ANCORA PER UN MESE IL CONCORSO "TALENT T-SHIRTS - THE ART CHANCE".

Il termine per la consegna dei materiali in gara per il contest internazionale Talent T-shirts – the art chance (creato per dare l’opportunità di farsi conoscere ai giovani del Sud del Mondo con talento nell’arte visiva ma con minor accesso alla rete e quindi normalmente esclusi dai più consueti canali di talent-scouting), previsto inizialmente per il 15 gennaio 2013, verrà prorogato fino al 15 febbraio 2013, per consentire a chi non ha ancora preso parte all’iniziativa di non perdere l’occasione.
Il progetto era partito lo scorso 19 Aprile 2012 grazie alla collaborazione tra Forworld, ethic business unit di PBCOM, fucina di sperimentazione che promuove percorsi più consapevoli e moderni nei confronti della comunicazione e del mercato, La Bottega Solidale, ONLUS attiva da oltre 20 anni nello sviluppo del commercio equo e solidale e Designers Senza Frontiere che rappresenta il design e i designers al servizio degli artigiani di realtà socialmente ed economicamente fragili. Il grande interesse dimostrato nei confronti della proposta e la copiosa quantità di richieste e di materiale ricevuti dalle ONG, dalle Associazioni e dagli operatori umanitari nel “Sud del Mondo” hanno convinto i promotori a prorogare i termini di consegna al fine di permettere un accesso maggiore a coloro che per diversi motivi non hanno ancora avuto modo di aderire al progetto: il premio in palio va ben oltre il compenso in denaro previsto per i primi tre classificati ed è una vera e propria chance, poiché le più belle grafiche potranno essere realmente stampate su T-shirt e commercializzate nel “Nord del Mondo” attraverso un circuito di commercio equo e solidale, riconoscendo un compenso agli autori per ogni maglietta venduta e offrendo quindi una vera opportunità di affermazione sul mercato internazionale. 

L’obiettivo principale, ovvero coinvolgere luoghi e soprattutto persone impossibili da raggiungere, è stato ampiamente soddisfatto e ha motivato gli ideatori del progetto - che hanno ricevuto disegni di ogni tipo da villaggi disagiati, campi profughi, zone in cui imperversa la guerra civile - a continuare la sfida. Il Sud del mondo ha partecipato attivamente inviando abbondante materiale: l’Africa in primis, ma anche il Sud America e l’Oriente hanno preso parte al contest, e ciò si è dimostrato possibile grazie agli intermediari umanitari, che hanno capito il valore del progetto.

Su www.talent-tshirts.org oltre a tutti i dettagli del concorso è visibile il video realizzato per l’iniziativa da Ayzo Films, che ha voluto così sposare la causa, ed è attiva la piattaforma di crowdfunding a sostegno del progetto, disponibile anche direttamente al sito http://www.kapipal.com/talent-tshirts.


7 lug 2012

... E sotto l'ombrellone?


Tempo di mare, di vacanze, di ferie (per chi le ha...). E dilemmi. Che mi porto sotto l'ombrellone?
Quali libri vale la pena di leggere rilassandosi nel frescolino del vento di mare o nella quiete di campagna e di montagna?

Ecco qualche mio personale consiglio di lettura da cui potete prendere spunto:

1) QUATTRO GIORNI BIANCHI, di STEFANO ROVATTI:
"Tre criminali evasi dal carcere si insediano nella casa di una tranquilla famiglia borghese e, in attesa del denaro per completare la fuga, manipolano le abitudini degli ostaggi, intrappolandoli in un abisso di sangue e follia. Accompagnata da uno scavo introspettivo che non si ferma neppure davanti alle verità più dolorose e inconfessabili, si delinea la lenta agonia di un gruppo di personaggi non più in grado di essere padroni di sé stessi. Ispirato ad una storia vera, ma riletto nella più amara tradizione del noir, Quattro giorni bianchi si trasforma nella cruda radiografia di un universo oscuro, squassato da torbide intuizioni che, attraverso il sistematico esercizio della violenza, intesa come sfida ad ogni limite, si moltiplicano, si deformano e si mescolano, fino all’annientamento del più elementare senso di giustizia, dentro una coscienza senza sogni e senza redenzione."

2) 50 SFUMATURE DI GRIGIO, di E.L. JAMES
"Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest'uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest'uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con sé stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall'ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili..." Il libro è un po' ripetitivo e scritto non proprio benissimo, la storia però scorre bene e "acchiappa", specie sulla sabbia rovente.

3) 101 MODI PER FAR SOFFRIRE GLI UOMINI, di DANIELA FARNESE
Qui mi soffermo in modo più personale: Daniela Farnese, aka "La Dottoressa Dania", è un'istituzione e io la seguo su tutti i suoi canali, blog, giornali, social; Una donna di un umorismo pungente e sagace, una penna che sa anche essere delicata e profonda. La adoro. Questo suo primo libro, che fa parte di una collana di Newton dal titolo "101 modi per..." è un vademecum nato per tutte coloro che soffrono per amore. L'intento però non è quello di mettere femmine contro maschi, ma trovare il modo di ridere sulle sofferenze che l'amore comporta, e magari trovare pure un bel metodo per farla pagare al furbetto di turno, che non manca mai... dalla sinossi:
"Le donne troppo spesso dimenticano che il maschio è un animale imperfetto e che, anche quando è innamorato, tradisce, ferisce e ha sempre qualcosa da farsi perdonare. Qualsiasi donna ricorda, nel suo passato sentimentale, almeno una ferita da parte di un uomo e avrà desiderato, anche solo per pochi attimi, di ricambiare il favore..." Prefazione di Luca Bizzarri.

4) LA DISTANZA NECESSARIA, di EMILIA MARASCO
Anche qui va fatta una premessa che "sento" di fare. Conosco Emilia, ed è una donna profondamente colta, e trovo abbia uno stile meraviglioso, poetico, alto. Il piacere che dà la lettura di certe immagini e descrizioni in questo libro è pari solo a quello che può dare una grande penna. Dalla sinossi:
"Stregata dalla magia di un quadro di Andrew Wyeth ("Christina's world", oggi al MoMA), la protagonista Mara, inquieta giornalista di cronaca nera, parte dall'Italia alla volta di Pennsylvania e Maine per scoprire la realtà che si nasconde dietro alla misteriosa e celebre figura del dipinto. Troverà il "mondo di Christina", sé stessa, ma soprattutto la distanza necessaria per guardare le cose. Per capirle."


Buona estate, e soprattutto buona lettura!

13 mag 2012

"Hope that something pure can last"

"Play with me" ©Claudia Toloni
http://cargocollective.com 
Sono gli Arcade Fire che cito nel titolo, ma in realtà è una citazione doppia: sono inciampata, grazie a contatti comuni, sui blog di Claudia Van Pelt, al secolo Claudia Toloni, e il suo delicato sguardo sulla realtà mi ha letteralmente conquistata. "Hope that something pure can last" è solo una delle tante serie di foto scattate con una vera Polaroid (altro che Instagram) che fanno parte dei blog e siti dove Claudia raccoglie le sue piccole poesie su pellicola. Lo stile retrò non è solo il risultato dato dal mezzo scelto per rappresentare questi scorci silenziosi di vita: Claudia vede la realtà come un quadro impressionista, e questo suo talento nel dipingere con la macchina fotografica è fatto di attenzione ai dettagli, pensieri lasciati scorrere, silenzio e ascolto della natura, del battito del proprio cuore. Claudia Toloni è regista e interprete ispirata di ciò che la circonda e che ascolta, trae linfa dalla vita stessa, senza doverla falsare, sfiorandola con dolcezza e cogliendone l'anima nel ricordo, la forma più poetica con cui rappresentarla.

"L'absence" - ©Claudia Toloni
http://365wonderlandadventures.tumblr.com  
Semplice ma di forte impatto, per esempio, è la serie titolata "L'absence".  Fantasma costante e quasi incolore, che accompagna ogni gesto affermando l'assenza e al contempo la forte presenza del ricordo, del desiderio, la tangibilità del tocco anche nella lontananza. Pare come di intuire tra le righe la storia che lega la protagonista dello scatto al suo fantasma: quasi la sentiamo sulla pelle, come fosse nostra, quella malinconia.
Un romanticismo delicato, la bellezza spesso ignorata di gesti quotidiani: tutto viene colto dall'obiettivo di Claudia; la solitudine e la dimensione del silenzio, non la parola ma il gesto, non l'urlo ma il sussurro fanno delle sue foto una collezione di piccoli cammei.

Non tutto quel che si trova su tumblr è destinato a finire nel fiume di immagini dimenticate della rete.
C'è un baule speciale dove tutto ciò che è vivo resta, e che ciascuno di noi può aprire in qualsiasi momento.
Anche questo chiede l'arte: dissetare un cuore arso, dare pace agli occhi e all'anima.

Claudia Toloni in rete:
Flickr
Blog
Tumblr
Carbonmade



25 set 2011

Lava Lava Love: una calda colata di malinconica bravura

Lo so, è un momento in cui qualsiasi lavoro un po' più elaborato viene etichettato "indie" senza voler dire nulla ma partendo dalla mera intenzione di scollegarlo da mainstream e pop, e ci siamo tutti un po'stufati di utilizzare questo termine a sproposito, anche se non abbiamo ancora capito cosa dovremmo invece considerare "a proposito". Comunque, in questa sede mi tocca individuare i bravissimi Lava Lava Love come indie band, ma li assolvo dall'arduo compito di essere all'altezza delle aspettative dell'ascoltatore pretenzioso, quello che vuole qualcosa di davvero indipendente, davvero originale, davvero nuovo senza avere bene un'idea in testa, perché questo gruppo, che nasce nel 2010 da un'idea di Vittorio Pozzato e Massimo Fiorio (rispettivamente tastierista e bassista dei Canadians) e che si fonda su sonorità retrò, 60es e pure pop, è davvero in gamba. Smetta quindi di farsi strani giri mentali l'acquirente indienerd, e si metta comodo all'ascolto del loro disco d'esordio, A Bunch of Love Songs and Zombies, un piccolo gioiellino nascosto nel cumulo delle assai noiose proposte degli ultimi tempi.
Le atmosfere british, "piovose" e malinconiche di questo lavoro vintage e al contempo perfettamente moderno tracciano il concept che collega le 11 tracce: introdotte dal semplice e diretto suono della chitarra, talvolta decorate dal banjo di Luca Valentini, narrate dalle voci pulite ed espressive di Vittorio Pozzato e Florencia Di Stefano (che pare lei stessa uno strumento, nonostante venga definita "cantante un po' per caso"), si snodano attraverso tramonti interiori, sguardi alla finestra, pensieri scritti ancora con la penna, su carta, che culminano in perfezioni sorprendenti, come in "Another Happy Song", forse il brano più distintivo di tutto l'album. Impossibile non farsi venire in mente i Beatles, impossibile non collocarli in uno stream già conosciuto; ma l'emotività del lavoro ne fa un prodotto di qualità che si distacca dagli esperimenti sonori di parecchi gruppi contemporanei, che partono con l'idea di creare qualcosa di nuovo partendo dal passato e poi si fermano inesorabilmente all'autocopiatura (esempi "eccellenti"? Pensate a che fine balorda hanno fatto gli Oasis, ridottisi a utilizzare le stesse basi per numerosi brani. Che flop e che vergogna, per un gruppo che si definiva "la migliore band in circolazione"! Se fosse stato vero sarebbe morta la musica e noi con lei). Qui c'è un desiderio di esprimersi, sullo sfondo, una genuinità di idee e di sentimento, che promette proprio bene; d'altra parte i musicisti, come i poeti, non hanno bisogno di cercare quel che vogliono dire: lo vedono riflesso anche in un semplice bicchiere di "sparkling wine" e nella sensualità che sta nello sfiorare le corde di una vecchia chitarra.

Bravi, consigliati, voto 8 pieno.

i Lava Lava Love sono:

Vittorio Pozzato - voce, chitarra
Massimo Fiorio - basso
Florencia Di Stefano - voce
Oliviero Farneti - piano, synth, basso e chitarra
Luca Valentini - batteria, chitarra, banjo

22 mag 2011

Antonella Boralevi - "Una vita in più"

All'inizio questo libro non mi era piaciuto. Lo trovavo un po' noioso, questo Ernesto, il professore omosessuale, e quella macchietta che è Lola, la ragazza calabrese, protagonisti della storia. Una storia che si apre con due persone molto sole, ciascuna con un passato che non riesce a dire, che non riesce a esorcizzare. Due persone agli antipodi, che hanno difficoltà a rapportarsi con la realtà, e preferiscono nascondersi: Lola tra gli emarginati, Ernesto nelle carte del suo studio. E poi c'è José. Giusto, di persone sole ce ne sono tre. Perché anche se è piccino, José, non è meno solo degli adulti che si ritrova intorno. Mi sembrava tutto già detto, già letto, un po' strano, quasi banale.
C'è però un percorso, a metà della narrazione, che si scorge, e man mano che lo si percorre si capisce che non è tutto qui, che non ci sono soltanto delle mere vicende, degli espedienti narrativi, ma forse un messaggio più forte, e che anche se si comincia con tre persone sole non è detto che si debba necessariamente finire con tre persone sole. Ernesto è un matematico: e in fondo anche il lettore lo sa bene, che 1+1+1 fa 3. E che a ogni addendo si possono aggiungere altri addendi. Alla fine del tragitto, quella "vita in più", potrebbe non essere una soltanto.

Per acquistarlo online:
http://rizzoli.rcslibri.corriere.it

5 dic 2010

365 Storie Cattive per fare una buona azione.

Cari amici/amiche,
vi chiedo di fare un piccolo gesto solidale: questa nuova antologia "365 Storie Cattive" (a lato), a cura dello scrittore Paolo Franchini, che contiene il mio racconto "Artigli" e quello di altri 364 autori famosi ed emergenti, è un'occasione per aiutare tutti i bambini affetti da Emiplegia Alternante, una malattia neurologica infantile molto rara, per la quale non esiste una cura.A.I.S.EA. Onlus , che si occupa di aiutare la ricerca, raccoglierà l'intero ricavato delle vendite dell'antologia, garantendo così la possibilità di dare una speranza ai bimbi che sono affetti da questo grave disturbo.  

Ecco dove potete trovare al momento l’antologia: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=544757  
Prossimamente sarà disponibile anche presso tutte le librerie FELTRINELLI.

Leggete 365 storie cattive, per essere buoni!
Grazie a tutti coloro che aderiranno, anche da parte degli altri autori che potete trovare QUI

Erotismo e cultura a portata di click

Di blog erotici in giro per la rete ce ne sono anche troppi, ma non è per niente facile gestirne uno che possa risultareveramente interessante. A mio parere, escluderei dalla lista quelli corredati di foto personali del tipo "grazie tesoro, ma se avessi voluto verificare se preferisci la brasiliana te lo avrei chiesto", quelli che richiamano i cataloghi di sex toys (per questo c'è sempre l'ottimo www.lelo.com) e quelli che sembrano il riassunto del kamasutra corredato di volgarità a caso che con l'erotismo poco hanno a che fare.
Tra i blog che preferisco ce n'è uno, neonato, che secondo me fa centro assoluto trattando di cultura, alternando brevi racconti, segnalazioni di eventi e recensioni di opere d'arte e libri a tema, il tutto utilizzando un linguaggio delicato e mai volgare: si tratta di 
www.bsatin.it , che più che un blog sembra proprio la dimora di questa anonima autrice che si nasconde dietro un velo di "raso nero" e un logo stilizzato che richiama un'intrigante e misteriosa Dark Mistress. Chi è Black Satin? Nessuno lo sa; quel che è certo, è che i contenuti da lei proposti sono molto interessanti e per nulla scontati o noiosi. Non è facile parlare di erotismo. Eccitare senza banalizzarenon riesce a tutti, purtroppo i vari blog di cui sopra ne sono la triste prova. Tra i pochi che riescono nell'intento, Black Satin, alla quale va il mio personale plauso e, spero, il vostro.

Fery e Cartessenza: il gusto del bijoux d'artigianato

Mi è spesso capitato di acquistare imitazioni di orecchini, bracciali, collane in finto acciaio (e già su questo concetto ci sarebbe da discutere. Da quando l'acciaio è un metallo prezioso, tanto da pretendere imitazioni? Meditiamo sul valore del brand e ribelliamoci) e ritrovarmi poco tempo dopo con oggetti scrostati, macchiati e inutilizzabili. Tutto questo per poter sfoggiare accessori originali e alla moda. Allora mi sono fermata un attimo e mi sono detta che, se a me cose come il patatone gigante (non so come altro chiamare la Breil Bloom
 ) stanno oggettivamente male e il mio portafogli non si sente alla loro altezza, è inutile insistere sulle grandi marche, meglio puntare a qualcosa di davvero unico. E, riflettendo, l'unica cosa che si possa dire davvero unica al giorno d'oggi è la bigiotteria d'artigianato, quella assemblata da artisti che puntano sul valore della loro creatività e della qualità dei materiali, garantendo che gli oggetti non si sfascino dopo un solo mese di utilizzo. Girando per la rete, quindi, ho intercettato due maghe del bijoux e ve le segnalo. La prima è Emanuela "Mae" Agrini, creatrice del brand "Cartessenza" (foto a sinistra, clicca per ingrandire), artista a pieno titolo (Guardate che cosa riesce a fare con la stessa tecnica di lavorazione dei suoi gioielli) che utilizza cartapesta dipinta, decorata e impermeabilizzata per creare oggetti resistenti e di indubbia originalità e qualità. I vostri acquisti non si scioglieranno alla prima goccia di pioggia, perché sono trattati con vernici speciali e faranno del vostro stile qualcosa di unico e difficilmente imitabile. 

Se lo stile Cartessenza non vi basta, ecco un'altra mente femminile di tutto rispetto che si è messa a vostra disposizione e vi propone diverse alternative: Sara Capoferri di "Fery" (a destra, clicca per ingrandire) presenta, tra le altre cose, tre linee degne di nota: "Fery Tales", la più divertente, ispirata alla natura, "Fery" la linea trendy che utilizza per la maggior parte il tessuto come materiale primario, e infine (STYLERS, mie care, questa NON potete farvela sfuggire!) "Vanity Fery", la linea glamour, la più preziosa e quella ispirata proprio al nostro magazine preferito, che impiega ottone, bronzo e rame interamente dipinti e montati a mano con pietre dure naturali (su richiesta anche semi-preziose).

Entrambe queste giovani artiste impiegano materiali riciclabili e riciclati, non inquinanti e in linea con un concetto di "donna soggetto", che sceglie, apprezza e sfoggia ciò che è di moda usando anche il cervello. Che aspettate? Scegliete anche voi qualcosa che vi renda uniche davvero e non una sola delle tante pecore nel gregge.

FashionBlaBla.it

Di blog a tema moda ce ne sono a centinaia e voialtre di questa community lo sapete bene, sempre col ditino pronto a cliccare sul più recente. Allora, dico io, non potete proprio farvi trovare impreparate e non visitare questo "FashionBlaBla" che è appena uscito dalla mente di Arianna Chieli, e dalla penna di collaboratrici davvero competenti e pungenti. Un esempio? Elena Torresani (che nella vita è anche scrittrice, è stata giornalista per GQ e ora collaboratrice di Aftersix.it), la bravissima fotografa Nikka Dimroci, Tamara Nocco (fashion blogger), per citare solo alcune delle redattrici che fanno di questa rivista qualcosa di nuovo e, a dispetto del nome, di molto lontano dalla sola chiacchiera. Il punto di vista è fondamentale, e la moda non è esente dal giudizio di chi, pur amando la frivolezza di quel mondo, decide di non fermarsi alla superficie. Alla Chieli e al suo staff, 10 e lode.

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